

Raccogliamo qui ‘work in progress’, l’indice di tutte le sedute finora avvenute, o in corso di avvenimento, del seminario 2010-2011 Le politiche dell’Amicizia. Ciascuna seduta ha poi il suo spazio a sè, a cui si può accedere semplicemente seguendo i link qui sottostanti. Questo tipo di presentazione può senz’altro apparire imperfetto, ma soltanto a seminario ultimato il quadro d’insieme della ricerca che stiamo facendo, senza sapere dove porterà, potrà arrivare alla forma che gli spetta.
Questo è quanto avvenuto finora nel nostro seminario.
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Tags: Filosofia politica, outline del seminario, Seminario
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Tags: platonismo, Seminario

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Tags: nietzsche, Seminario, volontà di potenza

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24 novembre 2010, quarto giovedì (di mercoledì), Ius PublicumEuropaeum e Utopia
Dopo la lettura, in esergo, di alcune frammenti sul concetto di ‘tempo’ in rapporto alla moda e ladialettica, tratti dalle Tesi sul concetto di storia di W. Benjamin, è stata introdotta l’aporia all’originedella distinzione tra diritto naturale e diritto positivo con l’intento di fornire alcune euristiche per lariflessione sul “Il Nomos della Terra” di C. Schmitt. La disamina dell’opera ha ripercorso l’ “avventura”del Ius Publicum Europeaum (XVI-XiX secolo), soffermandosi sul suo rapporto con il diritto positivo e lagenealogia di alcuni concetti e miti che ne rappresentano il fondamento (Sovranità I Localizzazione IRoma aeterna I Terra e Mare I Katechon). La proposta di interpretare l’opera stessa come una grandefuga intorno al concetto di nichilismo, ha introdotto poi una riflessione sul nichilismo stesso comemetodo e condizione di possibiilità dell’Utopia.
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Tags: ius publicum, Seminario, utopia

Oggi, giovedì 30 settembre, inizia il Seminario di Filosofia Politica “Le Politiche dell’Amicizia”

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Tags: Carlo Sini, Seminario

Siamo già al secondo giovedì (ma terzo incontro) e ancora non vi abbiamo raccontato nulla. Io non sono portata temo alle sintesi concettuali quanto alle immagini che vi potrei dare. Se siete interessati ad approfondire puntualmente i passi avanti che abbiamo fatto, le discussioni e le posizioni, potete chiederci gli mp3 dei podcast (tutti gli incontri sono registrati) o venirci a trovare in via Caroli 12.
Per me, vorrei condividere l’entusiasmo di avere tra le mani qualcosa di radicalmente nuovo e diverso dalle esperienze che avevo fatto finora.
In questo post vorrei parlare del sabato in cui ci siamo incontrati per scambiarci i primi appunti sulle letture derridiane, in cui abbiamo messo a fuoco i termini di ciò che avevamo studiato per decidere poi al secondo incontro di ribaltarli da cima a fondo e iniziare, con quest’intesa alle spalle, un nuovo percorso. Era una lunga giornata d’autunno, luminosa e fresca. La ex-cappella appena imbiancata (che ospita il seminario) ci ha trattenuti per ore a confrontarci sulla nostra domanda verso il seminario. Fra le cose più belle che sono affiorate fra gli interventi e le riprese, ne vorrei fermare ed affermare una in particolare: in vari modi, molti di noi hanno ripetuto una ricerca, che la comunicazione fra i partecipanti, durante il seminario, riuscisse a uscire dai limiti stretti della quotidiana comunicazione performativa. In particolare, in riferimento a Joyce e al commento sul Finnegans Wake di Derrida, D. ha parlato di una continua ricerca, da parte di Joyce, di una comunicazione che non si risolvesse nei termini di una comprensione forzata e continua (“Ti amo, mi capisci?” “Voglio che tu mi capisca”) ma che riuscisse a comunicare altrimenti, senza la pretesa della digestione immediata. Nelle ultime pagine del suo libro, Derrida individua tre modi con cui Joyce riesce a raggiungere questa comunicazione non mediata: il sì, il riso, il profumo. Sono spiegazioni lunghe, che non posso riportare qui, ma di sicuro i termini in sé riescono già a dare l’idea del loro significato.
Senza per forza ricodificare di nuovo le possibilità di un’altra comunicazione, quello che con urgenza emergeva anche dalla lettura di Margini di A., o di Glass di F., o della “Carte Postale” di M., ma anche da Limited Ink e dalla Farmacia di Platone, è la ricerca di una comunicazione che si risolva altrimenti dal linguaggio abusato del quotidiano, che ci chieda un diverso impegno, attenzione. So che potrà sembrare banale in questi termini, ma è difficile riuscire a spiegare in poche parole (ancora parole, parole da post) la densità di questa domanda al seminario. Con cui chiudo questo post, ne avrò tanti altri da scrivere
[written by Francesca Sironi]

Sabato 30 ottobre, alle 16.30, Carlo Sini, grande maestro della filosfia italiana contemporanea, prenderà parte al seminario di filosofia di G.EN.TE., con un intervento su amicizia e filosofia della storia. Tutti gli interessati possono richiedere la partecipazione a info@fondazionebertini.it
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Dopo una doppia introduzione, relativa da un lato ad alcune implicazioni dell’implicazione logica, A / B, e dall’altro alle pagine 372-380 della traduzione di Colli alla Critica della Ragion Pura di Kant, viene costruita una possibile definizione aciclica di Utopia, composta di sette parti, che può essere formulata, pur nelle evidenti lacunosità e imprecisioni, come segue: un’Utopia è l’assunzione dell’ascesi individuale, collettiva e storica, attraverso una concettualizzazione completa e coerente, che articoli il come e il che, come se il riconoscimento, che è in corso, fosse già avvenuto.Dopo di essa viene ipotizzata, e spiegata diffusamente, una sorta di Prima Proposizione dell’Utopia, che può essere formulata così:
((GeometriaPassioni /\ EtsiDeusNonDaretur) –RegnoDeiFini) –
(VolontàDiPotenza /\ — Utopia).
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Il seminario di filosofia politica 2010-2011, sul tema “Le politiche dell’amicizia”, costituisce la prima espressione
del progetto GE.N.TE. (Giovani e Nuove Tecnologie), promosso dalla Fondazione Gaetano Bertini Malgarini
onlus, e forma inoltre il precorso di preparazione di un convegno internazionale, che andrà a situarsi in continuità
con la giornata di studi “Franco Basaglia e la Filosofia del ‘900” del novembre 2009, da cui è uscito il primo libro
della collana “La Pratica del Sapere”.
Il seminario sarà strutturato in sette capitoli (o settimane filosofiche), di tre sedute ciascuno, che avranno luogo a
giovedì alterni dalle 18.00 alle 20.00 presso la sede del progetto G.EN.TE. di Via Caroli 12, Milano. All’interno di
ciascun capitolo, la prima seduta sarà di introduzione, la seconda di lettura, e la terza una lectio di un ricercatore
esterno che abbia navigato il tema.
L’accesso è possibile come “partecipanti” e come “uditori”. Per i partecipanti è gratuito, ma richiede una certa
fatica e un certo impegno. L’ammissione dei “partecipanti” è a invito, a numero chiuso (max 15), riservata ai
giovani con meno di 35 anni e previo colloquio di idoneità. Per gli uditori non costa fatica ma è a pagamento: è
richiesta una donazione minima a Fondazione Bertini Onlus, di 500€ per l’intero seminario, o 50€ per la singola
seduta, ridotti a 250€ e 25€ per chi ha meno di 26 anni.
Per essere ammesso il candidato “partecipante” dovrà:
1) aver selezionato un testo di Derrida, diverso da ‘Le Politiche dell’amicizia’ che tocchi i temi trattati, e che non
sia già stato selezionato da un altro candidato partecipante. In allegato una lista di testi, che può sicuramente
essere integrata
2) essersi immersi in questo testo, con il proprio stile, quale che sia
3) aver trovato in questo testo una sequenza di 3-7 pagine, tanto oscure alla prima lettura quanto chiare alla
terza o alla quarta, e quanto, anche, importanti, sia per l’insieme del testo stesso, sia per il tema dl seminario
toccato
4) superare quindi un colloquio con una delegazione dei partecipanti già selezionati, che consisterà
essenzialmente in un esame per sommi capi della lettura proposta di quella sequenza. I colloqui ‘fase1’ si
terranno fra il 10 e il 20 settembre 2010.
E’ consigliata inoltre la lettura dei capitoli 5 e 6 delle Politiche dell’amicizia di Derrida
Spiegazione della prova:
Non c’è nulla di più noioso che qualcuno che parli di filosofia a qualcun altro che non vuole saperne. Quello che
qui chiamiamo ‘prova’ viene introdotta per eliminare a monte questa possibilità. Ha anche una seconda
funzione: i partecipanti possono prendere parola durante le sedute. Ora, da cosa cominciano a prendere
parola? dalle proprie opinioni? o da certe esperienze, o da una cultura filosofica, o da un interesse pratico, o da
cosa? Ecco, la ‘prova sopra indicata è un tentativo affinché ciascuno abbia un terreno a partire da cui poter
inanellare la propria presa di parola, che cioè sostenga, nel confronto con gli altri e con la cosa, le associazioni
che di volta in volta si paleseranno.
Nota per gli irregolari del pensiero:
I neofiti non si spaventino, anzi. Questo seminario ama rivolgersi proprio a loro. Se animati da una domanda
sincera e disposti a qualche fatica iniziale, troveranno nei testi di Derrida un segreto e sorprendente
interlocutore. A seconda del proprio stile. Nei testi, in particolare, ciascuno può immergersi con il suo stile, quale
che sia. Di cinghiale, di falco, di tessitore di tele, di pantera, così come anche di natante o di palombaro, e tanti
altri. Parlando di filosofia importa spesso più lo stile, che le nozioni.
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Viene di comune accordo stabilito di cominciare ad approfondire l’ultimo.
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25 settembre 2010, seduta di ammissione
Gli otto candidati partecipanti ricapitolano i testi, inerenti al tema, che ciascuno avrebbe utilizzato
come punto di partenza, che, oltre ai precedentemente citati, sono, in ordine sparso, i seguenti:
Margini, La Farmacia di Platone, Limited Inc., La Carta Postale, Glas, Ulisse Grammofono, più due
eccezioni rappresentate da testi non di Derrida, ma potenzialmente decisivi per affrontare il tema: Il
Nomos della Terra di Carl Schmitt, e i Passages di Parigi di Walter Benjamin. Il confronto live fra i punti
di vista personali e indipendenti dei singoli partecipanti riesce in modo sorpendente e forse irripetibile
a mettere in forma questa apparentemente eterogenea bibliografia.
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Tags: ammissione, Derrida, Seminario

L’accesso è possibile come “partecipanti” e come “uditori”. Per i partecipanti è gratuito, ma richiede una certa
fatica e un certo impegno. L’ammissione dei “partecipanti” è a invito, a numero chiuso (max 15), riservata ai
giovani con meno di 35 anni e previo colloquio di idoneità. Per gli uditori non costa fatica ma è a pagamento: è
richiesta una donazione minima a Fondazione Bertini Onlus, di 500€ per l’intero seminario, o 50€ per la singola
seduta, ridotti a 250€ e 25€ per chi ha meno di 26 anni.
Per essere ammesso il candidato “partecipante” dovrà:
1) aver selezionato un testo di Derrida, diverso da ‘Le Politiche dell’amicizia’ che tocchi i temi trattati, e che non
sia già stato selezionato da un altro candidato partecipante. In allegato una lista di testi, che può sicuramente
essere integrata
2) essersi immersi in questo testo, con il proprio stile, quale che sia
3) aver trovato in questo testo una sequenza di 3-7 pagine, tanto oscure alla prima lettura quanto chiare alla
terza o alla quarta, e quanto, anche, importanti, sia per l’insieme del testo stesso, sia per il tema dl seminario
toccato
E’ consigliata inoltre la lettura dei capitoli 5 e 6 delle Politiche dell’amicizia di Derrida
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Da oggi al 15 settembre siete in tempo per iscrivervi al Seminario di FIlosofia Politica “Le Politiche dell’Amicizia”. Il seminario, che prenderà avvio il 30 settembre, avrà luogo nell’ex oratorio di via Caroli un giovedì sì e uno no da ottobre a fine giugno. Il responsabile del Seminario è Giovanni Sironi.
I partecipanti sono tenuti a preparare ognuno un volume di Jacques Derrida per poter contribuire alla discussione.
E’ possibile seguire gli incontri anche da uditori, oltre che da partecipanti, previa pagamento di una quota di iscrizione.
All’incontro di apertura del 30 settembre è prevista la partecipazione di Carlo Sini come ospite d’onore.
Per iscriversi come partecipante scrivete a:
Per informazioni sui prezzi e le modalità di partecipazione in qualità di uditori scrivete, con esplicitato in oggetto “uditore”, a:
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Tags: Carlo Sini, CULTURA, Filosofia politica, Giovanni Sironi, Seminario

Settembre è arrivato, con l’aria pulita e il cielo azzurro dei suoi giorni migliori, e anche noi siamo pronti a partire. A breve prenderà avvio il primo progetto di G.E.N.TE., un Seminario sulle Politiche dell’Amicizia, che inizierà il 30 settembre dopo alcuni colloqui preliminari per i partecipanti che andranno dal 15 al 20 settembre.
Il seminario, che prende nome da un volume di Jacques Derrida, coinvolgerà partecipanti e uditori in un percorso d’un anno di riflessione sui temi dell’amicizia, della comunità, dell’impresa, a partire dallo studio di testi dell’autore. Ognuno dei partecipanti avrà infatti il compito di studiare e approfondire uno degli scritti di Jacques Derrida per poterne conferire con gli altri durante le sedute di studio, che avverrano un giovedì sì e uno no dal 30 settembre al 30 giugno.
Seguendo i link qui riportati potrete scaricare i documenti condivisi durante l’incontro di presentazione del Seminario, l’intervento di Giovanni intitolato “Leggere Derrida” e la mappa degli 11 concetti chiave.
La mappa degli 11 concetti chiave
Ecco infine il link dal quale potrete scaricare delle scansioni di pagine e libri che abbiamo reputato potessero essere interessanti per tutti:
Vi troverete:
- il capitolo secondo ( “Lo spirito libero”) di Al di là del bene e del male di Nietzsche
- le pagine dedicate a “Indipendenza e dipendenza dell’autocoscienza; signoria e virtù” della Fenomenologia dello Spirito di Hegel
- la “Introduzione alla lettura di Hegel” di Kojève (che era stata consigliata come lettura propedeutica durante la discussione di lunedì)
- delle pagine scelte de “La filosofia nell’epoca tragica dei Greci” di Nietzsche e infine i capitoli 5 e 6 de “Le Politiche dell’Amicizia” di Derrida, lettura obbligatoria per tutti coloro che parteciperanno al Seminario.
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Tags: CULTURA, Filosofia politica, NTE Nuove Tecnologie, Seminario
Viene introdotta brevemente la figura di Derrida, sotto due particolari aspetti: il suo rapporto con iriferimenti politici del Novecento e la discontinuità, nella sua produzione, presentata dagli anni 92-94 (Spettri di Marx, Le Politiche dell’amicizia, Cosmopoliti di tutto il mondo ancora uno sforzo). Derrida risulta come l’unico dei grandi filosofi del Novecento che è anagraficamente sopravvissuto al crollodelle utopie avvenuto negli anni ottanta, e questi tre testi vengono individuati come un tentativoprezioso e isolato, quasi unico nel suo genere, di pensare questo accadimento.
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Tags: Derrida, Filosofia politica, leggere derrida, Seminario