Fuori Dove? + Live Painting

Fuori Dove? + Live Painting = Uno spazio in trasformazione

14 > 18 maggio 2012: 5 artisti per 4 giorni nel quartiere Adriano.

Dall’abbandono alla contemporaneità. Così Fondazione Gaetano Bertini Malgarini Onlus ha deciso di rilanciare lo spazio di via Caroli 12 portando l’universo creativo della street art nel suo impegno sociale. Per cinque giorni, dal 13 al 18 maggio 2012, cinque artisti di fama internazionale interverranno per quattro giorni sui muri esterni con un disegno che si ispira  all’attività della Fondazione al fianco di ragazzi con disagio.

Dall’intervento pittorico nascerà un libro d’artista, che verrà presentato nello stesso spazio il prossimo settembre. I muri e i colori saranno così solo il primo passo di un percorso di reciproco scambio fra la Fondazione e gli artisti, nella direzione di una vera valorizzazione, artistica qui, della differenza e dell’impegno sociale.

Per questa iniziativa, unica nel suo genere a Milano, imbracceranno pennelli, rulli e bombolette:

> 2501 flikr.com/never2501
Jacopo Ceccarelli, aka 2501, è nato a Milano nel 1981. Ha iniziato a dipingere a 14 anni. Da allora i suoi graffiti sono apparsi in tutto il mondo, in Brasile, negli Stati Uniti, a Berlino e naturalmente a Milano. Oltre ai muri, il suo stile si riversa su tele, sculture e video BIO
> GGT http://www.ggt.it/Sito/HOME.html
Fumettista, regista, pittore, GGT è un artista a 360° che lavora ugualmente su muri, stickers e oggetti. Il suo stile è semplice e diretto, basato sull’uso di colori elementari. I suoi lavori così possono essere apprezzati da chiunque, senza distinzione di età, sesso o educazione BIO
> Moneyless www.moneyless.it/
L’arte di Moneyless è caratterizzata da un’indagine sugli elementi primordiali della vita e si muove in un processo di continua evoluzione. La sua ricerca stilistica si muove verso una pura ontologia geometrica. Solo dall’inizio dell’anno ha esposto in Polonia e a Los Angeles BIO
> Martina Merlini m-merlini.blogspot.com/
P0na, ovvero Martina Merlini, è un illustratrice. Il suo lavoro passa dalle illustrazioni per le riviste ai posters fino ad arrivare a murales e installazioni. Nei suoi lavori più recenti usa spesso le forme organiche unite a elementi grafici e geometrici BIO
> Pixel Pancho http://www.flickr.com/photos/pixelpancho/
Torinese, classe 1984, Pixel Pancho ha iniziato a fare graffiti nel 1996, perfezionando man mano la sua tecnica spray. Sui muri della sua città e del mondo, dal Messico all’Europa, ha portato astronatuti robot di ogni forma e dimensione BIO

Perché quest’idea:

“G.EN.T.E* : il mondo capovolto. Lo svantaggio è un vantaggio. La tecnologia è amica. Ricevere un vicino di casa è deterritorializzarsi. Ora anche la facciata sarà dipinta come in un sogno” - Giovanni Sironi, Coordinatore delle attività di Fondazione Bertini Malgarini Onlus

“Creare una storia per immagini su ordine e disordine. Un esperimento sulle possibilità d’interazione fra elementi differenti”2501, GGT, Moneyless, P0na e Pixel Pancho

*G.EN.T.E, Giovani e Nuove Tecnologie, è il piano d’indirizzo di Fondazione Bertini sull’area, un’invito a singoli e associazioni per proporre corsi e progetti rivolti a ragazzi con disagio.

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Tecnologia oggi

G.EN.TE, che rimandi al tempo stesso a una riflessione su cos’è oggi la tecnologia, a una riflessione su una comunità possibile, e infine a una strategia concreta per rianimare e restituire alla città uno spazio ora vuoto. G.EN.TE., che cerchi, con esito non scontato, di costruire, nel caos in cui viviamo, una piattaforma di senso, tale che sia, al tempo stesso, incisiva e accessibile. G.EN.TE., comunità di esuli e di inventori, ti auguriamo di essere così verticale da essere incisiva, e così ampia da essere accessibile, così ci potremo affezionare ed emozionare pensando a te.
Che cosa è la tecnologia oggi, e perché mai potrebbe essere un nuovo vettore di legame sociale? La tecnologia, oggi, piuttosto, sembra sempre di più assediare, asserragliare, invadere – e infine, in una parola cara al Novecento, alienare. Un laptop sulle ginocchia, uno smartphone all’orecchio, un tablet in mano, i nostri apparati tecnologici sempre più accompagnano e informano i nostri gesti, da quelli più comuni a quelli più rari, frugando nella nostra intimità in misura inedita e impressionante. User è il nome ironico che accomuna in inglese i tossicomani agli internauti, inseguiti dai propri account sui social network, dalle valanghe di e-mail e alert, da nugoli di sms e chiamate, e soprattutto dall’ingiunzione a scrivere e a produrre a propria volta altrettanto, pena la cancellazione dallo spazio sociale. Questo sembra fare, oggi più di ieri, la tecnologia, la Nuova Tecnologia: alienare.
Una cosa tuttavia abbiamo imparato: riscatto ed emancipazione non avvengono al di qua delle forze storiche, ma al di là di esse; e questo la tecnologia ha di vero: è una grande forza storica, che passa la sua mano imparziale su tutte le cose. Fa perdere posti di lavoro, ne fa trovare degli altri, scompagina gli equilibri; fa quello che ha sempre fatto la Storia. Soltanto esplorandola, rivivendola, riprogettandola e reinventandola, soltanto in questo modo il suo lato oscuro può venire disattivato e superato.
Giovani e Nuove Tecnologie fruga la tecnica da dentro come lei fruga noi, e fissa lo sguardo nella tenebra del presente, se ne lascia attraversare senza timore, per poi liberarsene con un colpo d’ala.

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Come si partecipa a G.EN.TE.

G.EN.TE. non è un progetto, bensì un piano di indirizzo, cioè una linea di azione che accoglie progetti, provenienti da soggetti sia pubblici sia privati, purché in sintonia agli obiettivi generali comuni. Chiunque può proporre un proprio progetto, che sia in tutto o in parte cofinanziato, specificando cosa si chiede alla Fondazione (in particolare spazi, coprogettazione, know how tecnologico, condivisione della rete). I progetti vengono valutati dalla cabina di regia per a) conformità al piano di indirizzo, b) valore sociale, c) imprenditorialità, d) internazionalità. Per saperne di più, vai alla sezione documenti G.EN.TE., cliccando in alto a destra, oppure

Una cosa G.EN.TE. non vuole essere: una lottizzazione di spazi, una semplice somma di tante attività che si ignorino l’un l’altra – come diceva Carmelo Bene: odio indubitabile per il condominio.
Detto questo, la Fondazione sa che G.EN.TE. potrà avere una vita vera e pulsante soltanto se nell’unità saprà permettere la molteplicità, soltanto se, pur in una direzione comune, sarà possibile fare esperienza della differenza.
Perciò G.EN.TE. non è un progetto, bensì un piano di indirizzo, cioè una linea di azione che accoglie progetti, provenienti da soggetti sia pubblici sia privati, purché in sintonia agli obiettivi generali comuni.
I primi progetti sono, naturalmente, attivati, e gestiti direttamente, da Fondazione Bertini, coordinatore dell’intero Piano. Tuttavia chiunque può proporre un proprio progetto, che sia in tutto o in parte cofinanziato, specificando cosa si chiede alla Fondazione (in particolare spazi, coprogettazione, know how tecnologico, condivisione della rete).
Il modo più semplice per proporre un progetto è presentarlo specificando l’area, l’obiettivo specifico, la materia, e i destinatari, già parte del piano di indirizzo. E’ possibile, tuttavia, proporre anche obiettivi specifici e materie non ancora presenti nel piano, che, tuttavia, essendo conformi alle linee generali, possano essere accolti.
I progetti, una volta ricevuti, vengono valutati dalla cabina di regia, e ricevono un punteggio per a) conformità al piano di indirizzo, b) valore sociale, c) imprenditorialità, d) internazionalità.
Prima di arrivare a presentare un progetto, sono possibili passaggi più a portata di mano, come semplicemente manifestare il proprio interesse e prendere i primi contatti, alla pagina Partecipa
Un grande scrittore italiano ebbe a dire: nel secolo che viene non troveremo nulla di più, di quello che sapremo metterci.
Per saperne di più, vai alla sezione documenti G.EN.TE.

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Che cos’è G.EN.TE.

G.EN.TE., Giovani e nuove tecnologie, è il piano di indirizzo con cui Fondazione Bertini Onlus si propone di rianimare e restituire alla città l’ex oratorio di Via Caroli 12 a Milano, a pochi passi da Via Padova, che le è stato affidato in diritto di superficie il 3 settembre 2010.

G.EN.TE. vuole unire un lavoro di solidarietà sociale con un lavoro sulla tecnologia. Dalla formazione all’inserimento lavorativo, dalla ricerca applicata a quella teorica, dalla produzione alla fruizione culturale, fino alla convivialità e alla ricreazione, molti sono i versanti secondo cui le nuove tecnologie possono essere percorse in vista della, anziché contro alla, ricostruzione del legame sociale. Ma non solo: abbiamo più di un motivo per credere che i soggetti emarginati a cui ci rivolgiamo, in particolare utenti psichiatrici, ex detenuti e rifugiati,  possano fornire più di un motivo di scoperta e innovazione e sullo stesso versante tecnologico.

G.EN.TE. è il titolo dato a un progetto; un titolo che ci sembra sufficientemente concreto per segnare una via, sufficientemente astratto per fare in modo che la via non sia già segnata; in questo forse un buon titolo; ma il lavoro, va da sé, è ancora tutto da fare.

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