E’ iniziato il corso di archiviazione digitale!
Il corso ha sede presso la Casa Editrice Bema e prevede il coinvolgimento di diverse figure professionali provenienti dal mondo dell’editoria digitale come formatori del corso.
I partecipanti, tra i 16 e i 25 anni, inviati da servizi e comunità della città di Milano, provenienti da Paesi diversi, Kosovo alla Costa D’Avorio , saranno i primi protagonisti di questo format innovativo di educazione.
Fondazione Bertini Onlus ha fra le proprie attività istituzionali principali lo sviluppo di piattaforme informatiche con partner pubblici o del terzo settore al fine di rendere maggiore l’impatto sociale di questi.
Attualmente le installazioni attive o in corso di attivazione di Leibniz Non For Profit sono:
- Sistema Milano (Comune di Milano), gestionale per la messa a sistema dell’attività di 14 enti su tre diversi target (ROM, Senza dimora, Rifugiati)
- Progetto RRA (Regione Lombardia), mappatura qualitativa, relazionale, con georeferenziazione avanzata e output statistici degli inserimenti abitativi di utenti psichiatrici in Regione Lombardia
- Ranevolanti (Fondazione Cariplo), hub di gestione e pubblicazione dati e contenuti di un progetto triennale di coesione sociale che coinvolge 22 associazioni su Via Padova Altre platform sono in corso di discussione.
E’ questo, a tre anni dalla nascita, un grande risultato dell’area ricerche della Fondazione, che corrisponde nel modo migliore all’articolo 3 dello statuto stabilito dai Fondatori:
“La fondazione si propone di promuovere e realizzare interventi ed iniziative finalizzate al sostegno, all’assistenza, alla cura ed al recupero delle persone – adulti, giovani e bambini – che versano in ragione di disagio psichico, emotivo, economico e familiare, sia esso congenito o sopravvenuto, permanente o temporaneo, con lo scopo di migliorarne la qualità della vita, principalmente attraverso lo sviluppo dell’indipendenza, dell’autostima e dell’autonomia delle persone. La fondazione si propone, altresì, di diffondere i principi della solidarietà tra persone di razza e culture differenti, contribuendo alla loro integrazione sociale ed economica nella società italiana attraverso la pacifica convivenza ed il rispetto delle differenti identità culturali. [...]
“La fondazione potrà, inoltre, organizzare manifestazioni e spettacoli per diffondere tra i giovani la cultura della tutela e valorizzazione della vita; sostenere e promuovere la ricerca scientifica finalizzata alla prevenzione, diagnosi e cura di patologie sociali e forme di emarginazione sociale; sostenere la ricerca di base, nei settori e nelle materie che presentano collegamenti e sinergie con le finalità istituzionali della fondazione, svolta direttamente o attraverso università, enti di ricerca e altre fondazioni.”
cfr. http://www.fondazionebertini.it/statuto.htm
Chi fosse interessato ad avere Fondazione Bertini come partner informatico per un progetto di solidarietà sociale può scrivere a giovanni.sironi [at] fondazionebertini.it
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http://www.genteonlus.org/leibniz/

Raccogliamo qui ‘work in progress’, l’indice di tutte le sedute finora avvenute, o in corso di avvenimento, del seminario 2010-2011 Le politiche dell’Amicizia. Ciascuna seduta ha poi il suo spazio a sè, a cui si può accedere semplicemente seguendo i link qui sottostanti. Questo tipo di presentazione può senz’altro apparire imperfetto, ma soltanto a seminario ultimato il quadro d’insieme della ricerca che stiamo facendo, senza sapere dove porterà, potrà arrivare alla forma che gli spetta.
Questo è quanto avvenuto finora nel nostro seminario.
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Tags: Filosofia politica, outline del seminario, Seminario
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24 novembre 2010, quarto giovedì (di mercoledì), Ius PublicumEuropaeum e Utopia
Dopo la lettura, in esergo, di alcune frammenti sul concetto di ‘tempo’ in rapporto alla moda e ladialettica, tratti dalle Tesi sul concetto di storia di W. Benjamin, è stata introdotta l’aporia all’originedella distinzione tra diritto naturale e diritto positivo con l’intento di fornire alcune euristiche per lariflessione sul “Il Nomos della Terra” di C. Schmitt. La disamina dell’opera ha ripercorso l’ “avventura”del Ius Publicum Europeaum (XVI-XiX secolo), soffermandosi sul suo rapporto con il diritto positivo e lagenealogia di alcuni concetti e miti che ne rappresentano il fondamento (Sovranità I Localizzazione IRoma aeterna I Terra e Mare I Katechon). La proposta di interpretare l’opera stessa come una grandefuga intorno al concetto di nichilismo, ha introdotto poi una riflessione sul nichilismo stesso comemetodo e condizione di possibiilità dell’Utopia.
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Siamo già al secondo giovedì (ma terzo incontro) e ancora non vi abbiamo raccontato nulla. Io non sono portata temo alle sintesi concettuali quanto alle immagini che vi potrei dare. Se siete interessati ad approfondire puntualmente i passi avanti che abbiamo fatto, le discussioni e le posizioni, potete chiederci gli mp3 dei podcast (tutti gli incontri sono registrati) o venirci a trovare in via Caroli 12.
Per me, vorrei condividere l’entusiasmo di avere tra le mani qualcosa di radicalmente nuovo e diverso dalle esperienze che avevo fatto finora.
In questo post vorrei parlare del sabato in cui ci siamo incontrati per scambiarci i primi appunti sulle letture derridiane, in cui abbiamo messo a fuoco i termini di ciò che avevamo studiato per decidere poi al secondo incontro di ribaltarli da cima a fondo e iniziare, con quest’intesa alle spalle, un nuovo percorso. Era una lunga giornata d’autunno, luminosa e fresca. La ex-cappella appena imbiancata (che ospita il seminario) ci ha trattenuti per ore a confrontarci sulla nostra domanda verso il seminario. Fra le cose più belle che sono affiorate fra gli interventi e le riprese, ne vorrei fermare ed affermare una in particolare: in vari modi, molti di noi hanno ripetuto una ricerca, che la comunicazione fra i partecipanti, durante il seminario, riuscisse a uscire dai limiti stretti della quotidiana comunicazione performativa. In particolare, in riferimento a Joyce e al commento sul Finnegans Wake di Derrida, D. ha parlato di una continua ricerca, da parte di Joyce, di una comunicazione che non si risolvesse nei termini di una comprensione forzata e continua (“Ti amo, mi capisci?” “Voglio che tu mi capisca”) ma che riuscisse a comunicare altrimenti, senza la pretesa della digestione immediata. Nelle ultime pagine del suo libro, Derrida individua tre modi con cui Joyce riesce a raggiungere questa comunicazione non mediata: il sì, il riso, il profumo. Sono spiegazioni lunghe, che non posso riportare qui, ma di sicuro i termini in sé riescono già a dare l’idea del loro significato.
Senza per forza ricodificare di nuovo le possibilità di un’altra comunicazione, quello che con urgenza emergeva anche dalla lettura di Margini di A., o di Glass di F., o della “Carte Postale” di M., ma anche da Limited Ink e dalla Farmacia di Platone, è la ricerca di una comunicazione che si risolva altrimenti dal linguaggio abusato del quotidiano, che ci chieda un diverso impegno, attenzione. So che potrà sembrare banale in questi termini, ma è difficile riuscire a spiegare in poche parole (ancora parole, parole da post) la densità di questa domanda al seminario. Con cui chiudo questo post, ne avrò tanti altri da scrivere
[written by Francesca Sironi]

Dopo una doppia introduzione, relativa da un lato ad alcune implicazioni dell’implicazione logica, A / B, e dall’altro alle pagine 372-380 della traduzione di Colli alla Critica della Ragion Pura di Kant, viene costruita una possibile definizione aciclica di Utopia, composta di sette parti, che può essere formulata, pur nelle evidenti lacunosità e imprecisioni, come segue: un’Utopia è l’assunzione dell’ascesi individuale, collettiva e storica, attraverso una concettualizzazione completa e coerente, che articoli il come e il che, come se il riconoscimento, che è in corso, fosse già avvenuto.Dopo di essa viene ipotizzata, e spiegata diffusamente, una sorta di Prima Proposizione dell’Utopia, che può essere formulata così:
((GeometriaPassioni /\ EtsiDeusNonDaretur) –RegnoDeiFini) –
(VolontàDiPotenza /\ — Utopia).
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Tags: Kant, passioni, Seminario, utopia
G.EN.TE. non è fatta di pura tecnologia, anzi la tecnologia può avere respiro solo se esiste convivialità, e più in generale prospettive di concreta quotidianità con cui si possa intrecciare. E a noi di G.EN.TE. piace pensare questa concreta quotidianità soprattutto a favore di chi soffre del proprio disagio. Il ristorante, I corsi di inserimento lavorativo qualificato, le attività sportive all’esterno, avranno il comune obiettivo di aprire percorsi di vera (cioè non finta, non semplicemente annunciata, voluta, o desiderata, mentre nei fatti negletta e misconosciuta) inclusione sociale, dove possa accadere l’incontro fra persone molto diverse. Avremo alcuni fra i migliori chef stellati italiani come primi nostri testimonial, perché è questa – ma non solo – la G.EN.TE. che vogliamo.
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Tags: Arti Pratiche
Che fine ha fatto la musica con la tecnologia, o meglio che fine ha fatto fare la tecnologia alla musica?
Che musica e che tecnologia consumano e producono i nostri figli?
Che progetti sensati sono ancora proponibili, al di là di macchine che producano spartiti a partire da algoritmi generati dall’ufficio marketing-dell’-adolescenza?
Sono i giovani che oggi sanno non spaventarsi – davanti alla diversità, alla sofferenza, così come alla tecnologia, e alla dura fatica che qualsiasi invenzione comporta.
Giovani sotto i trentacinque anni o passati da non molto, stranieri e non, normodotati e non, detenuti e non, rifugiati e non, con una storia di disagio psichico e non.
Giovani che hanno soprattutto tanto da chiedere, e per questo anche qualcosa da mettere.
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Tags: Giovani
E’ attualmente in corso di progettazione un convegno, per l’autunno 2011, che esplori, al termine del seminario in corso, strade e concetti non molto battuti in filosofia. G.EN.TE. è orgogliosa di avere, all’interno del comitato scientifico, Carlo Sini e Massimo Recalcati
Viene di comune accordo stabilito di cominciare ad approfondire l’ultimo.
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Tags: opera, Seminario
25 settembre 2010, seduta di ammissione
Gli otto candidati partecipanti ricapitolano i testi, inerenti al tema, che ciascuno avrebbe utilizzato
come punto di partenza, che, oltre ai precedentemente citati, sono, in ordine sparso, i seguenti:
Margini, La Farmacia di Platone, Limited Inc., La Carta Postale, Glas, Ulisse Grammofono, più due
eccezioni rappresentate da testi non di Derrida, ma potenzialmente decisivi per affrontare il tema: Il
Nomos della Terra di Carl Schmitt, e i Passages di Parigi di Walter Benjamin. Il confronto live fra i punti
di vista personali e indipendenti dei singoli partecipanti riesce in modo sorpendente e forse irripetibile
a mettere in forma questa apparentemente eterogenea bibliografia.
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Tags: ammissione, Derrida, Seminario
Da oggi al 15 settembre siete in tempo per iscrivervi al Seminario di FIlosofia Politica “Le Politiche dell’Amicizia”. Il seminario, che prenderà avvio il 30 settembre, avrà luogo nell’ex oratorio di via Caroli un giovedì sì e uno no da ottobre a fine giugno. Il responsabile del Seminario è Giovanni Sironi.
I partecipanti sono tenuti a preparare ognuno un volume di Jacques Derrida per poter contribuire alla discussione.
E’ possibile seguire gli incontri anche da uditori, oltre che da partecipanti, previa pagamento di una quota di iscrizione.
All’incontro di apertura del 30 settembre è prevista la partecipazione di Carlo Sini come ospite d’onore.
Per iscriversi come partecipante scrivete a:
Per informazioni sui prezzi e le modalità di partecipazione in qualità di uditori scrivete, con esplicitato in oggetto “uditore”, a:
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Tags: Carlo Sini, CULTURA, Filosofia politica, Giovanni Sironi, Seminario
Sono cominciati i corsi in Via Caroli: come ogni semestre, quindici giovani, inviati dai cps milanesi, hanno iniziato a frequentare i corsi di serigrafia, computer base e computer grafica.
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Tags: Francesco Tosi, From Head to Hands, Giovani, Giuseppe Filotico, Ronny Brusetti, Utenti Psichiatrici
Viene introdotta brevemente la figura di Derrida, sotto due particolari aspetti: il suo rapporto con iriferimenti politici del Novecento e la discontinuità, nella sua produzione, presentata dagli anni 92-94 (Spettri di Marx, Le Politiche dell’amicizia, Cosmopoliti di tutto il mondo ancora uno sforzo). Derrida risulta come l’unico dei grandi filosofi del Novecento che è anagraficamente sopravvissuto al crollodelle utopie avvenuto negli anni ottanta, e questi tre testi vengono individuati come un tentativoprezioso e isolato, quasi unico nel suo genere, di pensare questo accadimento.
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Tags: Derrida, Filosofia politica, leggere derrida, Seminario
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L’idea ispiratrice del progetto “Fuori Dove?” è quella di promuovere momenti di scambio culturale e di riflessione sul tema del disagio mentale, trasformando spazi dal particolare valore simbolico in luoghi di conoscenza e di incontro tra saperi ed esperienze diverse, rivolti a utenti, familiari, operatori e agli abitanti della città. Concepito come una finestra aperta sulla realtà di vita e il rapporto con il territorio di chi soffre di disagio psichico dopo la chiusura dei manicomi in Italia, l’obbiettivo di “Fuori Dove?” è quello di valorizzare l’esperienza delle persone ‘fragili’, creando momenti partecipati, in grado di coniugare cultura esolidarietà, e riallacciando ancor di più i fili del tessuto che lega chi soffre di un forte disagio al territorio della propria città.
La prima edizione, realizzata nel Maggio 2008 in p.zza Mercanti per il trentennale della legge Basaglia, a un anno dalla scomparsa di Gaetano Bertini Malgarini, si è avvalsa del partecipazione dei volontari diTerritori, OpLa e di Progetto Itaca, insieme alle associazioni di familiari URASAM e Tartavela, con la partnership del Comune e della Provincia di Milano. Oltre alle testimonianze ed il dibattito con gli psichiatri triestini durante la mattinata, i concerti nel pomeriggio con i Viola Psiche e lo spettacolo teatrale di Antonio Rezza e Flavia Mastrella la sera, durante tutta la giornata sono state esposte in via Dante le fotografie vincitrici del concorso “Fuori Dove?”, premiate nel primo pomeriggio da Berengo Gardin. Sono stati inoltre allestiti stands con materiale informativo e produzioni degli utenti (magliette serigrafate, video, sculture) affiancati da un buffet e da un media center anch’essi realizzati con la partecipazione degli utenti dei servizi psichiatrici milanesi (Coop Procaccini e My TV).
Forti dell’ottima riuscita dell’evento dello scorso anno abbiamo pensato, insieme alla rete consolidata di associazioni ed istituzioni che ha promosso la giornata del 2008, di indire la seconda edizione di “Fuori Dove?” in p.zza Mercanti nel Giugno 2009. L’intenzione è di dare vita ad una giornata di riflessione e di festa, in cui mettere a tema in modo esplicito la partecipazione attiva, “il protagonismo”, delle persone con disagio psichico, nei diversi momenti dei percorsi di cura ed inclusione sociale. Attraverso le testimonianze delle realtà in questo campo più rappresentative del panorama italiano (Le Parole Ritrovate e Coop Self Help) e grazie alla partecipazioni di intellettuali e artisti sensibili al tema, vorremo realizzare un momento di uscita per gli utenti del milanese, che dia spazio alla loro creatività e diversità, capace allo stesso tempo di coinvolgere un ampio numero cittadini intercettandoli anche persone al di fuori dei circuiti della salute mentale e del solidarietà sociale.
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Tags: Fuori Dove, fuori dove 2009, fuori dove evento